Il rapporto di Palladio con il paesaggio

Buongiorno a tutti! Io sono Ambra, la nuova guida insieme a Giada al Palladio Museum.

Se la settimana scorsa Giada ha parlato del giusto sito per costruire una villa di campagna secondo Palladio, oggi accenneremo a un altro dei temi fondanti la sua architettura: il rapporto con il paesaggio. Palladio è infatti molto attento che fra il suo edificio e il paesaggio ci sia un contatto fluido, armonioso, che faccia percepire la struttura come una parte integrante del territorio.

Palazzo Chiericati mostra bene questo concetto. Sorge di fronte al Bacchiglione – il fiume che collega Vicenza a Padova – in una zona al tempo talmente soggetta ad alluvioni da essere chiamata isola. L’edificio ha una doppia anima: davanti, con quell’imponente loggia, guardava alle campagne che si aprivano al di là del fiume. E’ un aspetto importante: lo sguardo da una loggia può vagare libero, ammirare il paesaggio, mentre l’apertura di una finestra limita il campo visivo.

Questa loggia ha anche la funzione di far incontrare edificio e paesaggio – una zona che troviamo sempre in Palladio, in cui le due entità si mescolano, e noi visitatori siamo accompagnati fra interno ed esterno. Dietro, invece, palazzo Chiericati si apriva su una seconda loggia, più piccola, che guardava verso la città di Vicenza che iniziava poco dopo. Oggi noi non abbiamo più accesso a questa seconda loggia, chiusa da una città che si è espansa fino a “sbattere” contro palazzo Chiericati, ma possiamo immaginarne la vista.

Diverso è invece il rapporto con il paesaggio delle ville di campagna. Qui, l’architettura la fa da padrone. Furono create per i gentiluomini perché potessero amministrare i loro terreni e al contempo sfuggire alla caotica vita cittadina per apprezzare, piuttosto, la vita in campagna, all’aperto. Le barchesse e la casa padronale sono quindi collegate, per creare un unico edificio anche qui con una doppia anima: la villa-fattoria. Strutture imponenti, quelle di Palladio, che in mezzo alla piatta campagna spiccano nettamente e cambiano volto all’intera regione del Veneto, di cui sono diventate uno dei simboli.

_X1C7683Villa Emo, Fanzolo (TV). Foto di Stefano Maruzzo

A presto,

Ambra

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