3 piedi e 31 minuti

Ciao a tutti!

Al Palladio Museum è arrivato un nuovo laboratorio didattico per le scuole: si chiama “3 piedi e 31 minuti”.
È un titolo che al giorno d’oggi può sembrare strano, perché accomuna unità di misura dello spazio con quelle del tempo…In realtà, all’epoca di Palladio suonava piuttosto comune, in quanto il piede vicentino era l’unità di misura ufficiale e i minuti, insieme alle once, erano i suoi sottomultipli.
3 piedi e 31 minuti equivalgono ai nostri 130 cm, circa l’altezza di un bambino di 9 anni.

Per far capire ai bambini come siamo passati dall’uso dei piedi come unità di misura agli attuali metri, durante il laboratorio i ragazzi utilizzano oggetti di grandezza diversa e parti del corpo per misurare lo spazio. Questo permette loro di capire quanto ci si confonde nell’utilizzare unità di lunghezza diverse e quanto invece siano importanti  le misure convenzionali che usiamo quotidianamente, come i metri e i kilometri.

Per la parte finale del laboratorio è entrato a far parte del museo Annone: un elefante indiano realmente esistito nel 1500. È stato realizzato ad altezza reale (270 cm) da un bravissimo artista di nome Ivan Simonato, con lo scopo di far comprendere agli studenti le scale di grandezza. Sul corpo dell’elefante sono state dipinte due linee graduate: una riporta l’altezza (in metri e centimetri) e l’altra indica le scale.

La scala permette di trasformare qualcosa di infinitamente piccolo in qualcosa di infinitamente grande e viceversa, il tutto senza perderne le proporzioni. Anche il nostro artista ha fatto uso delle scale di misura per trasferire Annone su muro! Ivan aveva a disposizione una fotocopia di un disegno molto piccolo dell’elefante, realizzato da Raffaello nel Cinquecento: per poter mantenere le proporzioni dell’animale e riportarlo su muro in dimensioni reali ha dovuto disegnare sopra la fotocopia una griglia, che poi ha realizzato in dimensioni maggiori, attraverso l’uso di fili e chiodi, sul muro. Grazie a questa griglia l’artista ha potuto disegnare in grande qualcosa che era molto piccolo. La stessa cosa vale per i modelli lignei all’interno del nostro museo: riportano in piccolo, grazie all’uso di scale (1:33), edifici che nella realtà sono molto molto grandi.

Per concludere l’esperienza viene mostrato ai ragazzi un video (Power of Ten, di Charles e Ray Eames) dove si torna a relazionare le unità di misura dello spazio con quelle del tempo, ad esempio per misurare la distanza di una stella dalla terra si utilizza l’anno luce.

Vi aspettiamo in museo!

Francesca e Giulia

 

IMG-20190122-WA0022

 

Il gioco della villa

Buongiorno a tutti!

Oggi vi parlerò di un laboratorio molto pratico che permette ai bambini di iniziare a comprendere il sistema architettonico palladiano.

Il primo gioco si svolge in cortile: divisi in due gruppi, gli alunni devono formare delle figure geometriche reggendo una corda. In questo modo iniziamo ad approcciarli alle forme palladiane.

La seconda parte del laboratorio si svolge nelle sale del museo, in particolare nella sala delle ville. Qui gli spieghiamo cos’è una villa, la sua funzione e gli elementi che la compongono. Dopo l’introduzione teorica i due gruppi devono trovare somiglianze o differenze nei modelli delle ville in sala. Lo scopo è quello di fargli notare che per Palladio una delle regole da rispettare nei suoi progetti era la simmetria.

IMG_20171128_101848[1]

Con queste conoscenze i bambini comprenderanno l’ultima attività del laboratorio. Nella sala Kids infatti dovranno realizzare un collage per ricomporre le stanze di alcune ville: ogni cartoncino colorato rappresenta una stanza, che dovrà essere posizionata nella villa seguendo le regole di Palladio nella progettazione del piano nobile di una villa.

IMG_20171128_111052[1]

Presto vi racconterò anche gli altri laboratori per le scuole proposti dal Palladio Museum. Nel frattempo vi auguro una buona giornata!

A presto,

Giulia

Quando Vicenza aveva le ruote

Buongiorno a tutti!

Eccomi tornata a parlarvi del Palladio Kids, come promesso.

Amante della storia, sono entusiasta di affiancare il laboratorio a cui hanno partecipato, per ora, quattro classi V di alcune scuole primarie di Vicenza.

Prima di venire al museo, invitiamo le classi a fare una ricognizione in alcuni luoghi chiave della città accompagnati dalle maestre, per scoprirne le antiche zone produttive aiutandosi con schede da noi precedentemente fornitegli. Dopo averli accolti nella sala Kids, finalmente sveliamo loro il significato della ricerca e il rapporto di Vicenza con le ruote…i mulini!

Dal Quattrocento, ma soprattutto nel corso del Cinquecento, la città si arricchì grazie al commercio e la produzione di seta in tutta Europa: i bachi venivano allevati nelle ville di campagna e i filati venivano lavorati nei grandi mulini di Vicenza lungo il Bacchiglione, visibili perfino dalla famosa “Pianta Angelica“. Questi commerci internazionali generarono la visione cosmopolita dei vicentini, che riuscirono a vedere in Palladio una figura rivoluzionaria in grado di dare un nuovo volto innovativo alla città.

Dopo l’introduzione teorica entrano in campo i nostri giovani ospiti: divisi gruppi, con cartone e altri semplici materiali devono costruire le ruote del mulino; mettendo insieme i lavori creano un vero e proprio ingranaggio di un mulino ad acqua! I bambini sembrano divertirsi, soprattutto durante la parte creativa in cui possono abbellire i propri lavori. Lo scopo di questo laboratorio è quello di far conoscere anche ai più giovani la storia produttiva della città, in particolare grazie all’utilizzo dei mulini idraulici.

img_20171117_111825.jpg

Spero di avervi dato spunti per nuovi approfondimenti sul clima culturale del Cinquecento veneto.

Alla prossima,

Giulia

La Didattica Museale

Ciao a tutti,

sono Giulia e in questo blog vi svelerò alcune delle esperienze formative che svolgo come tirocinante al Palladio Museum.

Oggi vi introduco l’attività a cui ho modo di partecipare, affiancando la responsabile Ilaria Abbondandolo: la didattica museale.

Fino al secondo dopoguerra, i musei erano considerati solo un deposito di testimonianza del passato che avevano perso l’interesse del pubblico. Fortunatamente, soprattutto dal Convegno “Il museo come esperienza sociale” tenutosi a Roma nel dicembre 1971, si iniziò a vedere un cambiamento e oggi i musei sono una importante risorsa educativa che con varie metodologie e strumenti avvicina al pubblico ciò che espone.

Citando un esempio, la Pinacoteca di Brera a Milano promosse:

  • visite gratuite la domenica
  • ricerche per studiare le modalità di apprendimento di un bambino posto di fronte ad un’opera d’arte
  • corsi di educazione artistica in centri culturali e biblioteche

Come questo, anche altri musei italiani decisero di avvicinare il grande pubblico al mondo dei musei. In questo modo, oggi i musei sono diventati complementari all’insegnamento a scuola, anche grazie alla promozione e al riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Anche il Palladio Museum, con il programma Palladio Kids, vuole promuovere e diffondere la cultura dell’architettura tra i più giovani dedicando laboratori non solo alle scuole, ma anche alle famiglie.

Palladio Kids

Se vi ho incuriositi e volete scoprirne di più continuate a seguirmi!

Giulia