La conferenza stampa

La conferenza stampa

Buongiorno a tutti,

mercoledì scorso ho partecipato alla presentazione ufficiale del progetto espositivo “Tiepolo segreto”. Diversi interventi si sono avvicendati durante la conferenza stampa, a cominciare da quello di Fabrizio Magani – soprintendente per i beni storici e artistici delle province di Verona, Rovigo e Vicenza – che, contestualizzando la decorazione tiepolesca sotto il profilo sia storico che artistico, ne ha ripercorso le principali vicende dalla creazione alla divisione tra i diversi eredi della famiglia Franco. A seguire, Guido Beltramini – in qualità di direttore del Palladio Museum – ha sviluppato interessanti connessioni con il contesto architettonico palladiano e con il suo recupero settecentesco, dovuto in parte alla personalità di Ottavio Bertotti Scamozzi.

Vediamo qui sotto il nostro direttore che, durante la conferenza stampa, indica la data di conclusione dell’intera decorazione tiepolesca: “Febraro 18 / 1773”.
Febraro 18 / 1773

Infine, Giovanni Franco, proprietario assieme al fratello Camillo degli affreschi esposti in mostra, si è detto orgoglioso di contribuire alla conoscenza e alla divulgazione di alcuni frammenti di cultura cittadina, offrendoci uno spaccato della sua storia familiare.

Mi è sembrato un inizio promettente per questo progetto espositivo che aprirà i suoi battenti al pubblico il prossimo 3 novembre. Non siete curiosi di venirci a trovare?

Carlotta

“Tiepolo segreto”

Ciao a tutti,

sono Carlotta, una tirocinante del Palladio Museum, e oggi vi presenterò una grande novità. Il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio ha in cantiere per questo autunno un nuovo progetto espositivo che accoglierà nelle sale del Palladio Museum alcuni frammenti di affresco di Giandomenico Tiepolo provenienti dal salone di palazzo Valmarana-Franco a Vicenza. Gli affreschi, strappati nel secondo dopoguerra e custoditi a lungo dai proprietari nella loro dimora, saranno a breve ospitati all’interno del museo. In passato parzialmente esposti solo in un’unica occasione, essi lanciano al C.I.S.A. una nuova sfida su più fronti. Da qualche tempo infatti l’équipe museale in collaborazione con studiosi, restauratori e specialisti della materia è impegnata nell’indagine della vicenda storica che riguarda lo strappo, nella ricostruzione del contesto d’origine delle opere stesse, nonché nella loro analisi stilistica e iconografica. Siete curiosi di scoprirne tutti i retroscena? Allora continuate a seguirci!

A presto,

Carlotta

21951059_1420974461331233_4850836243209163251_o