Del compartimento delle stanze e altri luoghi

Buongiorno a tutti!

Anche in questo articolo torno a parlarvi dei Quattro Libri di Palladio. In particolare, mi soffermerò sul paragrafo, contenuto nel secondo libro, in cui l’architetto ci insegna come suddividere gli ambienti interni delle case, ovvero i palazzi di città.

L’architetto inizia facendo un interessante paragone tra casa e corpo umano. Così come nella figura umana ci sono delle «parti nobili e belle et alcune piuttosto ignobili e brutte», ma fondamentali per il suo corretto funzionamento, la stessa cosa avviene nelle case, dove le parti più ignobili corrispondono alle stanze «più picciole», ma importanti perché servono per mantenere libere ed ordinate quelle più grandi ed eleganti. Palladio, poi, dirà che si dovranno collocare in luoghi visibili e «scoperti» le «parti principali e riguardevoli» (gli ambienti più eleganti del palazzo), mentre le meno belle in posti il più possibile nascosti ai nostri occhi, così da non notarle.

Progetto Palladio Digitale
Londra, RIBA XI 22r

Tuttavia, prima di passare a parlare degli ambienti ad uso abitativo della casa l’architetto sposta l’attenzione verso la «parte più bassa della fabbrica». Quest’ultima è onnipresente nei progetti di Palladio, ed assume le forme di un piano interrato o seminterrato dove sono disposti gli ambienti di servizio come: cucine, cantine, magazzini per la legna ecc. Questo permette di lasciare la «parte sopra» libera, ma anche di tenere il pavimento della parte abitativa lontano dall’umidità poiché risulta sopraelevato.

Fatte queste premesse, Palladio individua tre tipologie di stanze utili alla suddivisione interna della casa: le «stanze grandi, mediocri e picciole».

Gli ambienti più piccoli (le stanze che prima aveva definito «brutte») si «ammezzeranno» per ricavarne camerini dove riporre studioli o librerie, e tutti quegli oggetti che non è bene restino «nelle camere dove si dorme, mangia e si ricevono i forestieri».

L’architetto procede dicendo che durante i periodi estivi conviene dormire in stanze grandi e rivolte a nord, in modo che restino più fresche. All’inverso le camere per l’inverno è utile siano più piccole. Le stanze da utilizzare durante la primavera e l’autunno, invece, sono rivolte ad oriente e di dimensioni più contenute.

Sempre ad est saranno rivolti gli studioli poiché è principalmente durante la mattina che ci si dedica allo studio. Avendo bene in mente queste indicazioni si può procedere con la progettazione, facendo in modo che ogni parte della fabbrica corrisponda all’altra, cioè creare un insieme simmetrico dunque armonioso.

Infine, Palladio conclude il paragrafo rendendosi conto che, molto spesso, non è possibile applicare tutti questi accorgimenti, perché la costruzione di palazzi nei centri cittadini comporta,chiaramente, dei limiti.

Palladio ci fornisce veramente tutti gli ingredienti per progettare la perfetta casa di città, così chiunque potrebbe calarsi nel ruolo dell’architetto leggendo il suo più importante trattato.

Mi auguro di avervi invogliato alla lettura dei Quattro Libri con questi due brevi articoli!

Alla prossima,

Giada

Annunci