Giandomenico Tiepolo: uno sguardo a Palladio e all’antico.

Buongiorno a tutti! Sono Francesca e in questo articolo voglio parlarvi di Giandomenico Tiepolo e la sua arte.
La bottega della famiglia Tiepolo è conosciuta anche per le rappresentazioni scenografiche dipinte. Un esempio della loro bravura è visibile nella decorazione del Salone da ballo di Villa Pisani a Stra (VE), un edificio settecentesco realizzato da Girolamo Frigimelica e Francesco Maria Preti in stile neopalladiano.
Sulle pareti del salone centrale sono presenti rilievi a monocromo e architetture a trompe l’oeil dipinte da Giandomenico Tiepolo nel 1761, che al tempo faceva parte della bottega del padre. La scelta del monocromo e dell’architettura fittizia porta a collegarci con gli affreschi esposti oggi al Palladio Museum, datati 1773.
In queste opere vicentine troviamo una diretta citazione del Teatro Olimpico progettato da Palladio (1580), al quale Tiepolo si ispira per quanto riguarda l’architettura dipinta, che porta a considerare questi affreschi il primo esempio di “palladianesimo” in pittura. Ci sono però alcuni elementi decorativi che ritroviamo nell’architettura ellenica e nei Fori Romani che ricordano Medusa (Gorgone), una creatura mitologica nota per il suo sguardo pietrificante.
Quindi come Palladio, che studiava e citava gli elementi decorativi e strutturali degli edifici antichi, anche Giandomenico Tiepolo, nel suo ciclo pittorico dedicato ad Ercole, potrebbe aver citato opere antiche, come Gorgoni greche e festoni di fiori e frutti.
Un esempio di ispirazione per le teste decorative rappresentate da Giandomenico potrebbe essere la Medusa Rondanini, scultura di epoca tardo-ellenica.
Venite a scoprire dove sono i riferimenti a Medusa negli affreschi del Palladio Museum!

Francesca

Testa decorativa rappresentata da Giandomenico Tiepolo
Testa decorativa rappresentata da Giandomenico Tiepolo.
Medusa Rondanini
Medusa Rondanini.
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Il catalogo

Sommario

Buongiorno a tutti,

da qualche giorno sono arrivate al bookshop le copie fresche di stampa del catalogo “Tiepolo segreto”. Indovinate chi compare tra gli autori degli interventi in catalogo, al fianco di grandi esperti e studiosi? La sottoscritta!

Negli ultimi mesi di stage il gruppo di lavoro, diviso tra il C.I.S.A. e la Soprintendenza di Verona, Vicenza e Rovigo, mi ha incaricato di scrivere le schede di catalogo delle opere esposte in mostra. Questa preziosa opportunità mi ha permesso di misurarmi concretamente con l’esperienza professionale e di mettere in pratica le competenze acquisite durante il mio percorso di studi.

A quattro mani con Simone Baldissini è nato inoltre un breve contributo sulla disposizione originaria degli affreschi tiepoleschi. Intuizioni e riflessioni ci hanno portato a rivedere parzialmente la collocazione storicamente ipotizzata per i diversi frammenti di affresco, un tempo appartenenti alla decorazione di palazzo Valmarana-Franco.

Tiepolo_segreto_catalogo

Sono estremamente soddisfatta nel vedere l’esito fortunato di questo tirocinio, che purtroppo si concluderà a breve.  In questo mio ultimo post voglio ringraziare l’intera équipe museale per avermi coinvolto nei loro progetti e per avermi fatto sentire parte della squadra.

Ora passo il testimone a Giada e Ambra, le nuove reclute del Palladio Museum.

Ciao a tutti,

Carlotta

 

The Opening

Buongiorno a tutti,

pochi giorni fa l’esposizione “Tiepolo Segreto”  ha aperto ufficialmente i suoi battenti al pubblico. Venerdì scorso ho partecipato all’inaugurazione della mostra, esito della stretta collaborazione tra il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. I massimi esperti dei due fronti sono intervenuti durante la serata per introdurre il grande pubblico nei meandri di questa intricata ricerca che ha coinvolto anche numerosi specialisti esterni alle due istituzioni. Una mirabile iniziativa che non sarebbe mai stata realizzabile senza il generoso gesto di Camillo e Giovanni Franco, proprietari degli affreschi esposti.

Inaugurazione

Affiancare lo staff coinvolto in questo progetto, sin dalla sua forma embrionale, è stata per me un’esperienza altamente formativa che mi ha permesso di arricchirmi molto dal punto di vista professionale.

L’inaugurazione è stata il calcio d’inizio di questa partita, la cui vittoria dipenderà anche da voi. Venite a scoprire “Tiepolo Segreto” finalmente godibile pubblicamente!

Ci vediamo nelle sale del museo,

Carlotta

La fine dei lavori

Buongiorno a tutti,

il cantiere di restauro volge ormai al termine. Completato il processo di svelinatura, lo staff di AR Arte e Restauro si appresta a consolidare i bordi degli affreschi tiepoleschi prima che siano fissati definitivamente al supporto. Volete sapere di cosa si tratta? Curiosiamo insieme nel laboratorio del Palladio Museum mentre i restauratori si occupano di questa delicata faccenda.

Fissaggio_bordi

Poiché la tela, ripiegata sul telaio, tende a far sollevare la pellicola pittorica in corrispondenza dei bordi, si rende necessaria un’operazione di recupero e consolidamento di questi ultimi. Attraverso l’applicazione di colla di coniglio, il film pittorico viene fatto nuovamente aderire al supporto in modo da evitare la sua caduta e il suo sgretolamento. Una volta spennellata la colla all’interno delle microfessure, il restauratore riadagia la “scaglia” nella posizione corretta grazie al calore e alla pressione applicate tramite uno strumento chiamato termocauterio.

A questo punto, la tela è pronta per essere fissata definitivamente al telaio: dopo l’asportazione dei chiodi usati per l’ancoraggio temporaneo, la tela viene tensionata tramite apposite pinze e inchiodata al supporto.

Grazie alla competenza e alla passione dei restauratori, gli affreschi godono ora di una riscoperta bellezza. Non possiamo che essergliene grati.

Le attività in preparazione alla mostra “Tiepolo segreto”, però, non terminano qui perciò continuate a seguirci!

A presto,

Carlotta

Ladies and gentlemen… la svelinatura!

Ciao a tutti,

finalmente esploreremo insieme le diverse fasi della svelinatura. In orario sulla tabella di marcia i restauratori avviano oggi questa delicata operazione che consiste nella rimozione della “velina”, costituita in questo caso da fogli di carta giapponese di media grammatura (12 gr). Prima del loro arrivo al Palladio Museum gli affreschi di maggiori dimensioni avevano richiesto, a protezione della pellicola pittorica, l’applicazione di tale carta tramite colla di coniglio. A tale velinatura era stato fatto aderire un secondo strato, questa volta in garza, allo scopo di offrire una maggiore tutela alle opere e fornire il sostegno necessario alle tele, dato il loro grande formato. Oggi si procederà invece a ritroso, rimuovendo in primo luogo lo strato di garza e successivamente quello di carta. Vediamo insieme cosa combina Guendalina:

Al prossimo post,

Carlotta

“Operazione tele pulite”

Bentornati,

i lavori proseguono nel cantiere del Palladio Museum. Alle prese con la pulitura del retro delle tre tele di maggiori dimensioni, le restauratrici Silvia e Cristina eliminano ogni minima traccia di pulviscolo e sporcizia depositatasi sulla superficie nel corso degli anni. La tela, stesa a terra con la pellicola pittorica rivolta verso il basso, viene interamente spazzolata con un pennello a setole morbide in modo da sollevare i residui di polvere che vengono, contemporaneamente, catturati da un aspirapolvere. L’operazione obbliga il restauratore a salire sulla tela impiegando dei cuscinetti in gommapiuma per non lasciare alcuna impronta delle proprie rotule o delle proprie scarpe.

 

Pulita la superficie, la tela viene sdraiata sul telaio con la pellicola pittorica rivolta verso l’alto. In preparazione alla svelinatura, l’affresco viene momentaneamente fissato al supporto ligneo, sollevato e posizionato verticalmente. Questo fissaggio provvisorio, attuato tramite un contenuto numero di chiodi, assicura saldamente la tela ma le permette al contempo di assorbire le eventuali tensioni generate dal processo di svelinatura.

chiodi

Infatti, la tensione provocata dall’umidità usata per rimuovere la “velina” si potrebbe ripercuotere sul colore, aumentando il rischio di movimenti o la formazione di crepe e borse sulla pellicola pittorica. La tela sarà fissata definitivamente al telaio solo dopo la conclusione di tale operazione, quando sarà completamente asciutta. Non vi preoccupate se il processo di svelinatura non vi è ancora del tutto chiaro, ne riparleremo più approfonditamente nel prossimo post.

Rimanete sintonizzati,

Carlotta

Nel cantiere di restauro

Buongiorno a tutti,

oggi vi introdurrò ad alcune delle attività svolte nel nostro cantiere di restauro. Negli ambienti del Palladio Museum, infatti, il team di restauratori della ditta AR Arte e Restauro lavora ormai da qualche giorno alla pulitura e al montaggio dei telai appartenenti ai tre affreschi tiepoleschi di maggiori dimensioni. Al fine di permetterne il trasporto dalla dimora dei proprietari al Palladio Museum, tali affreschi sono stati velinati (ovvero protetti da una “velina” fatta aderire al film pittorico) e successivamente smontati dai telai lignei a cui erano fissati. Visto il grande formato che li caratterizzava, si rendeva necessario il loro arrotolamento all’interno di grandi e rigidi cilindri. Per agevolare il trasferimento, anche la struttura dei telai è stata smontata sino a divenire una pila di assi di legno che, una volta condotta al museo, sarebbe stata pulita, verniciata e ricomposta.

Restauratori all'opera al Palladio Museum

Da poco giunti in contrà Porti, la cura dei telai è affidata ai restauratori Dario e Cristina che, tamponando le assi con una spugna inumidita d’acqua, si occupano di eliminare i residui di polvere depositatisi nel tempo. Dopo questa fase preliminare, procedono alla verniciatura in gommalacca diluita in alcol denaturato a 90%-96% vol, a seconda delle condizioni metereologiche. La verniciatura risponde ad esigenze di natura non solo estetica ma anche funzionale, rendendo la superficie del legno maggiormente repellente all’accumulo di polvere. Conclusa la fase di verniciatura si prosegue con il rimontaggio delle assi che vengono unite ad incastro e fissate più stabilmente in alcuni punti per mezzo di viti. Ricostruita la griglia del telaio, arriva il momento di riposizionarvi la tela… per quest’operazione, però, dovremo pazientare ancora qualche giorno.

A presto,

Carlotta