L’arte dei Tiepolo a Vicenza e in provincia

Bentornati,

avete già visitato la mostra “Tiepolo Segreto” e ne siete rimasti incuriositi? Vorreste conoscere meglio l’arte di questa famiglia di pittori e incisori che ha profondamente segnato il XVIII secolo? Allora posso darvi una mano per partire alla sua scoperta!

In occasione delle ricerche avviate in vista di quest’esposizione, sono stata incaricata di stilare una mappatura delle opere dei Tiepolo presenti nel territorio vicentino. Di seguito ne troverete i risultati, sperando che possano esservi utili per un semplice approfondimento culturale o per organizzare un itinerario dedicato.

Ecco dunque ciò che potrete scovare a Vicenza:

 e nel territorio della sua provincia:

Scommetto che avrete già scelto cosa visitare nel prossimo weekend.

A presto,

Carlotta

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Quando Vicenza aveva le ruote

Buongiorno a tutti!

Eccomi tornata a parlarvi del Palladio Kids, come promesso.

Amante della storia, sono entusiasta di affiancare il laboratorio a cui hanno partecipato, per ora, quattro classi V di alcune scuole primarie di Vicenza.

Prima di venire al museo, invitiamo le classi a fare una ricognizione in alcuni luoghi chiave della città accompagnati dalle maestre, per scoprirne le antiche zone produttive aiutandosi con schede da noi precedentemente fornitegli. Dopo averli accolti nella sala Kids, finalmente sveliamo loro il significato della ricerca e il rapporto di Vicenza con le ruote…i mulini!

Dal Quattrocento, ma soprattutto nel corso del Cinquecento, la città si arricchì grazie al commercio e la produzione di seta in tutta Europa: i bachi venivano allevati nelle ville di campagna e i filati venivano lavorati nei grandi mulini di Vicenza lungo il Bacchiglione, visibili perfino dalla famosa “Pianta Angelica“. Questi commerci internazionali generarono la visione cosmopolita dei vicentini, che riuscirono a vedere in Palladio una figura rivoluzionaria in grado di dare un nuovo volto innovativo alla città.

Dopo l’introduzione teorica entrano in campo i nostri giovani ospiti: divisi gruppi, con cartone e altri semplici materiali devono costruire le ruote del mulino; mettendo insieme i lavori creano un vero e proprio ingranaggio di un mulino ad acqua! I bambini sembrano divertirsi, soprattutto durante la parte creativa in cui possono abbellire i propri lavori. Lo scopo di questo laboratorio è quello di far conoscere anche ai più giovani la storia produttiva della città, in particolare grazie all’utilizzo dei mulini idraulici.

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Spero di avervi dato spunti per nuovi approfondimenti sul clima culturale del Cinquecento veneto.

Alla prossima,

Giulia

La Didattica Museale

Ciao a tutti,

sono Giulia e in questo blog vi svelerò alcune delle esperienze formative che svolgo come tirocinante al Palladio Museum.

Oggi vi introduco l’attività a cui ho modo di partecipare, affiancando la responsabile Ilaria Abbondandolo: la didattica museale.

Fino al secondo dopoguerra, i musei erano considerati solo un deposito di testimonianza del passato che avevano perso l’interesse del pubblico. Fortunatamente, soprattutto dal Convegno “Il museo come esperienza sociale” tenutosi a Roma nel dicembre 1971, si iniziò a vedere un cambiamento e oggi i musei sono una importante risorsa educativa che con varie metodologie e strumenti avvicina al pubblico ciò che espone.

Citando un esempio, la Pinacoteca di Brera a Milano promosse:

  • visite gratuite la domenica
  • ricerche per studiare le modalità di apprendimento di un bambino posto di fronte ad un’opera d’arte
  • corsi di educazione artistica in centri culturali e biblioteche

Come questo, anche altri musei italiani decisero di avvicinare il grande pubblico al mondo dei musei. In questo modo, oggi i musei sono diventati complementari all’insegnamento a scuola, anche grazie alla promozione e al riconoscimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Anche il Palladio Museum, con il programma Palladio Kids, vuole promuovere e diffondere la cultura dell’architettura tra i più giovani dedicando laboratori non solo alle scuole, ma anche alle famiglie.

Palladio Kids

Se vi ho incuriositi e volete scoprirne di più continuate a seguirmi!

Giulia

The Opening

Buongiorno a tutti,

pochi giorni fa l’esposizione “Tiepolo Segreto”  ha aperto ufficialmente i suoi battenti al pubblico. Venerdì scorso ho partecipato all’inaugurazione della mostra, esito della stretta collaborazione tra il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. I massimi esperti dei due fronti sono intervenuti durante la serata per introdurre il grande pubblico nei meandri di questa intricata ricerca che ha coinvolto anche numerosi specialisti esterni alle due istituzioni. Una mirabile iniziativa che non sarebbe mai stata realizzabile senza il generoso gesto di Camillo e Giovanni Franco, proprietari degli affreschi esposti.

Inaugurazione

Affiancare lo staff coinvolto in questo progetto, sin dalla sua forma embrionale, è stata per me un’esperienza altamente formativa che mi ha permesso di arricchirmi molto dal punto di vista professionale.

L’inaugurazione è stata il calcio d’inizio di questa partita, la cui vittoria dipenderà anche da voi. Venite a scoprire “Tiepolo Segreto” finalmente godibile pubblicamente!

Ci vediamo nelle sale del museo,

Carlotta

Fluorescenza ai raggi UV

Bentornati,

prima dell’arrivo degli affreschi tiepoleschi al Palladio Museum, i restauratori ne hanno verificato lo stato di conservazione, sottoponendoli all’analisi diagnostica ai raggi UV.

A cosa serve quest’operazione? La luce ultravioletta, puntata sugli affreschi, genera dei riflessi violacei uniformi sulle parti originali della pellicola pittorica, da cui emergono aree a diversa fluorescenza che evidenziano le cadute di colore e le ridipinture non autografe.

Ridipintura

In questa foto, ad esempio, una macchia verde emerge dall’omogeneo sfondo violaceo che caratterizza l’architettura di uno degli affreschi. Di cosa si tratta? Una ridipintura successiva all’intervento dell’artista. Riflettendo diversamente la luce a causa delle variate componenti del colore, il dettaglio svela la sua non autenticità.

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Lo stesso vale per le aree di colore verde visibili alla base del piedistallo che sorregge la statua dipinta di Ercole.

Mascherone

In questa immagine, invece, dalla generale pigmentazione violacea del mascherone risaltano piccole aree con una sfumatura leggermente bluastra, tipica delle zone in cui la pellicola pittorica si è staccata completamente dalla tela rendendone visibile la trama. La ridipintura si può invece rintracciare nella linea orizzontale che profila l’architettura, a destra del mascherone.

Curioso, non vi pare? Sarebbe sicuramente interessante poter usare questa lampada nei vari musei del mondo per scoprire tutti i segreti che nascondono le opere d’arte!

Alla prossima,

Carlotta

La fine dei lavori

Buongiorno a tutti,

il cantiere di restauro volge ormai al termine. Completato il processo di svelinatura, lo staff di AR Arte e Restauro si appresta a consolidare i bordi degli affreschi tiepoleschi prima che siano fissati definitivamente al supporto. Volete sapere di cosa si tratta? Curiosiamo insieme nel laboratorio del Palladio Museum mentre i restauratori si occupano di questa delicata faccenda.

Fissaggio_bordi

Poiché la tela, ripiegata sul telaio, tende a far sollevare la pellicola pittorica in corrispondenza dei bordi, si rende necessaria un’operazione di recupero e consolidamento di questi ultimi. Attraverso l’applicazione di colla di coniglio, il film pittorico viene fatto nuovamente aderire al supporto in modo da evitare la sua caduta e il suo sgretolamento. Una volta spennellata la colla all’interno delle microfessure, il restauratore riadagia la “scaglia” nella posizione corretta grazie al calore e alla pressione applicate tramite uno strumento chiamato termocauterio.

A questo punto, la tela è pronta per essere fissata definitivamente al telaio: dopo l’asportazione dei chiodi usati per l’ancoraggio temporaneo, la tela viene tensionata tramite apposite pinze e inchiodata al supporto.

Grazie alla competenza e alla passione dei restauratori, gli affreschi godono ora di una riscoperta bellezza. Non possiamo che essergliene grati.

Le attività in preparazione alla mostra “Tiepolo segreto”, però, non terminano qui perciò continuate a seguirci!

A presto,

Carlotta

Ladies and gentlemen… la svelinatura!

Ciao a tutti,

finalmente esploreremo insieme le diverse fasi della svelinatura. In orario sulla tabella di marcia i restauratori avviano oggi questa delicata operazione che consiste nella rimozione della “velina”, costituita in questo caso da fogli di carta giapponese di media grammatura (12 gr). Prima del loro arrivo al Palladio Museum gli affreschi di maggiori dimensioni avevano richiesto, a protezione della pellicola pittorica, l’applicazione di tale carta tramite colla di coniglio. A tale velinatura era stato fatto aderire un secondo strato, questa volta in garza, allo scopo di offrire una maggiore tutela alle opere e fornire il sostegno necessario alle tele, dato il loro grande formato. Oggi si procederà invece a ritroso, rimuovendo in primo luogo lo strato di garza e successivamente quello di carta. Vediamo insieme cosa combina Guendalina:

Al prossimo post,

Carlotta